Le strutture adibite all’assistenza al parto del territorio che ci riguarda non sempre, anzi, quasi mai, garantiscono un tipo di parto fondato sul rispetto della fisiologia. Siamo la seconda regione in Italia e, questo, il primo Paese in Europa come incidenza di tagli cesarei. Alcuni operatori come noi, ormai da molto tempo auspicano un qualche cambiamento che tarda ad arrivare. Questa è la prima ragione che ci fa pensare che l’unica alternativa sia il parto domiciliare. Tale soluzione andrebbe, per lo meno, integrata da un intervento politico-amministrativo che ne garantisse la gratuità. E’ nelle nostre intenzioni di muoverci perché ciò avvenga. Una nascita felice si ripercuote su tutti i componenti del nucleo familiare, parentale e sociale. Un neonato che nasce in un ambiente sereno, accogliente e rispettoso, è un bambino fortunato e destinato ad essere amato e ad amare...

Basti pensare che sono ancora pochissimi gli ospedali che praticano il rooming-in; neanche a parlarne di prevedere l’aumento di ospedali con la qualifica “ospedale amico dei bambini”. Le donne che vogliono riappropriarsi del loro parto, che credono all’importanza di viverlo in modo da garantire al loro bimbo ed anche a se stesse come un momento fondamentale per la serenità futura e che non riescono ad ottenere una risposta, dalle istituzioni a questo adibite, possono fare affidamento su di noi. Possiamo parlarne e verificare se la cosa può realizzarsi. Non ci costerà nulla incontrarci e parlarne. Siamo a vostra disposizione ben volentieri.

E’ di una trasformazione di tipo culturale che stiamo parlando e che vale la pena perseguire se si vuole cominciare ad invertire la marcia in senso positivo per i nostri figli.

"Non si può cambiare il mondo se non si cambia il modo di venire al mondo"
Michel Odent
Medico ostetrico francese, notevole difensore del parto naturale